a cura dei ragazzi della terza F della scuola media Carducci di Palermo (a.s. 2016/17)
Il libro “La Mia Guerra” è una testimonianza storica scritta da Girolamo Buccellato, vittima e testimone delle atrocità di cinque anni di Seconda Guerra Mondiale e due anni di prigionia nei campi di concentramento di Wietrendorf o Celle.
Il racconto “Antonio Carta” è tratto dal libro “La mia guerra” scritto da Girolamo Buccellato, nato a Castellammare del Golfo il 23 marzo 1916. Egli visse per un periodo a Palermo dove conseguì il diploma magistrale ma l’inizio della guerra gli impedì di continuare gli studi. Venne chiamato alle armi, che lo portarono in Albania, in Montenegro e in Polonia;
Nel capitolo intitolato “Nei campi di concentramento”, l’autore racconta la vita che si faceva nei campi di reclusione, specificando nomi, date e trattative che avvenivano. Nei campi la vita era faticosa e tutti venivano maltrattati: si mangiava poco, si facevano lavori pesantissimi, si veniva picchiati senza alcun motivo;
“L’incontro con l’ebrea Maria” è il ventiduesimo capitolo del libro “La mia guerra” scritto da Girolamo Buccellato. Buccellato racconta del suo incontro con l’ebrea Maria, sfuggita alla morte.
Il capitolo “La doccia” si apre con una descrizione del faticoso viaggio che i prigionieri in guerra dovettero affrontare dai campi di concentramento della Polonia verso i campi della Germania (Witzendorf).
Uno dei capitoli che ci ha fatto comprendere a fondo la disperazione e le condizioni, a cui dovevano sopravvivere, è stato il capitolo delle “Tre patate”. È risaputo che i prigionieri, nei campi di concentramento,
GIROLAMO BUCCELLATO nasce a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, il 23 marzo del 1916.
Vive per un breve periodo a Palermo, dove frequenta la scuola superiore. Consegue il diploma magistrale ma le vicende belliche gli impediscono di completare gli studi al Magistero.
Rientrato in Italia dopo la guerra che lo ha portato in Albania, Montenegro, Germania, Polonia, vive per tre anni in Calabria (Lamezia Terme) dove svolge attività prima di impiegato postale poi di maestro.
Nel “49 ritorna a Castellammare dove insegna fino al 1976, ricoprendo vari incarichi in ambito scolastico e partecipando attivamente ad iniziative di carattere socio-culturale.
Il ricordo sempre vivo della dolorosa esperienza militare vissuta da giovane, lo spinge alla veneranda età di 92 anni a stenderne un racconto. Nasce così “La mia guerra” che ha ricevuto numerosi apprezzamenti.
L’Autore, che ha anche scritto un’autobiografia, ha sempre vissuto nel suo amato paese natio dove muore il 1° dicembre del 2013 .
poiché sono insegnante di Suo nipote Gianluca, qualche giorno fa la Signora Lidia, Sua figliuola, ha voluto graziosamente donarmi una copia del volumetto da Lei recentemente pubblicato, in cui sono riferiti fatti e memorie del Suo servizio militare, prestato su vari fronti in qualità di ufficiale, durante la seconda guerra mondiale.
Grazie a sua figlia Lidia, collega di mia moglie, ho letto con grande interesse il suo libro ed ho avuto modo di trarre grande insegnamento dalla maestria del narratore,
ho finito di leggere il libro che lei cortesemente ci ha donato e sento come la necessità di esternarle le mie impressioni.
Devo confessare che l’ho letto dall’inizio alla fine senza fermarmi, se non per meditare su qualche pagina che mi ha particolarmente colpito per la crudezza degli avvenimenti,