Antonio Carta

Il racconto “Antonio Carta” è tratto dal libro “La mia guerra” scritto da Girolamo Buccellato, nato a Castellammare del Golfo il 23 marzo 1916. Egli visse per un periodo a Palermo dove conseguì il diploma magistrale ma l’inizio della guerra gli impedì di continuare gli studi. Venne chiamato alle armi, che lo portarono in Albania, in Montenegro e in Polonia;

ma nel gennaio 1943 venne deportato nel campo di Witzerlof. Dopo vari avvenimenti venne liberato dagli Inglesi nel 1945 e nel 1949 ritornò a Castellammare dove, all’età di 92 anni scrisse la sua autobiografia. Girolamo Buccellato morì nel 2014 all’età di 98 anni. Il romanzo “La mia guerra” è caratterizzato da 27 capitoli ordinati in ordine cronologico ed inoltre sono allegate numerose poesie, lettere e fotografie che riguardano i momenti raccontati. Il libro ha come protagonista l’autore stesso, così i racconti sono scritti in prima persona e i fatti riguardano fatti realmente accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Molti li dedica ad amici e compagni di guerra, come nel racconto “Antonio Carta”.

Girolamo Buccellato comandava il plotone mandato nei Balcani per controllare quella zona. Come attendente gli era stato assegnato Antonio Carta, un ragazzo analfabeta con cui riuscì subito a creare un legame di amicizia. Un giorno mentre tornavano insieme al campo, Girolamo, che alloggiava a pochi metri da lì, mandò Carta a prendere la sua sciarpa che aveva dimenticato a casa. L’attendente, che voleva evitare i controlli, prese delle stradine secondarie, dove vide un uomo che scriveva uno slogan antifascista su un muro. In quel periodo chiunque catturava un antifascista veniva premiato. Allora Carta, anche se era disarmato, provò a prenderlo, ma il malvivente subito scappò rifugiandosi in una casa. Era passato molto tempo da quando l’attendente uscì di casa, così Girolamo iniziò a preoccuparsi. Nel frattempo Carta, con l’aiuto dei Carabinieri, era riuscito ad arrestare l’uomo. Il capo allora ricevette subito una chiamata dal comandante del reggimento, che gli comunicava che Carta si era recato nel suo ufficio per riscuotere il premio in denaro promesso. Girolamo si era tranquillizzato e si dimostrò fiero del suo attendente, che diventò subito famoso.

In questa testimonianza Girolamo Buccellato racconta un fatto inizialmente preoccupante, ma alla fine gioioso e pieno di orgoglio. A differenza degli altri racconti, il protagonista è Antonio Carta.

Questo racconto mi ha colpito molto perchè sono riuscito a capire cosa significa essere compagni in guerra e mi ha colpito molto l’affezione che c’è fra i due militari che, anche se si erano appena conosciuti, erano già grandi amici, quasi fratelli.

Rotolo Andrea

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