L’incontro con l’ebrea Maria

“L’incontro con l’ebrea Maria” è il ventiduesimo capitolo del libro “La mia guerra” scritto da Girolamo Buccellato.
Buccellato racconta del suo incontro con l’ebrea Maria, sfuggita alla morte.

Durante la permanenza a Celle, in Germania, si era recato nella campagna vicina per prendere il latte. Qui conobbe Nicolò Rizzo, ufficiale compaesano di Buccellato. Rizzo, anche lui ex detenuto di un campo di concentramento, si trovava a Celle per incontrare una donna greca ebrea conosciuta durante la guerra. Buccellato chiese quindi ai suoi amici di sostituirlo per l’acquisto del latte, così da permettergli di accompagnare Rizzo. Una volta arrivati nel luogo, in cui alloggiava la ragazza, chiesero di lei.
Quando lei uscì, riconobbe subito Rizzo. Indossava un vestito che, come disse, doveva essere il vestito con cui sarebbe stata arsa viva: infatti, quando doveva essere condotta al forno i tedeschi decisero di risparmiarla dal momento che era rossa in viso per via della febbre, ritenendola ancora in forze.
L’indomani arrivarono gli Inglesi  a liberare i prigionieri, ma i suoi genitori e i parenti non si salvarono e morirono bruciati vivi.
Questa testimonianza, letta in classe, ha lasciato un segno nei nostri cuori, perché ci ha fatto capire la crudeltà dei tedeschi nei confronti dei prigionieri.
Secondo noi, quella descritta è l’immagine di una scena dolorosa e traumatica, che fa riflettere le generazioni attuali sulla crudeltà della guerra, che milioni di persone hanno subito.
Maria è soltanto una delle tantissime persone che dentro i campi hanno perso tutto e tutti. E’ il simbolo della sofferenza e della sopraffazione, causate da un’ideologia crudele, quale quella del NAZISMO.

 D’Avenia Chiara, Lo Verde Martina, Zappalà Gloria

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